UN VERO TESORO DONATO A TUTTI: LUCIO DALLA E GLI IDOLI

Ho partecipato alla conferenza di presentazione alla stampa dell’esclusivo cofanetto con i brani dell’album del 1991, di Lucio Dalla e gli Idoli, rimasterizzati dai nastri originali e con registrazioni inedite restaurate. A trent’anni dall’uscita, é disponibile “Geniale?” (Pressing Line / Sony Music), la versione rimasterizzata di uno degli album tra i meno conosciuti e celebrati del grande LUCIO DALLA realizzato con gli Idoli con brani inediti e un testo di approfondimento che ne racconta l’incredibile storia. Un progetto che racconta parte della vita artistica di Dalla forse la parte meno nota della sua storia

Tutto comincia quando Giorgio Lecardi degli Idoli, il gruppo che accompagnò Dalla tra il 1969 e il 1971 prestò dei nastri con delle registrazioni ad un amico, dimenticandosene. Dopo qualche tempo l’amico in questione, richiamò Giorgio, che nel frattempo si era dimenticato di averglieli dati, facendogli sapere che voleva restituirglieli visto e considerato che c’era scritto anche il nome di Lucio. Neppure il tempo di tornarne in possesso che chiamo Lucio per farglieli ascoltare. Dalla si emozionò molto e la sua intenzione fu quella di pubblicarli, perché quelle esecuzioni raccontavano il Lucio che era e che sarebbe stato. Era il 1991. Gli inizi di Lucio, come hanno testimoniato i componenti degli Idoli, furono molto difficili, ma già allora Dalla era determinato e pieno di motivazioni. Sapeva improvvisare, sapeva inventarsi ogni volta e a i suoi musicisti non restava che adattarsi seguendolo in tutto le performance strepitose e tutto quello che gli saltava in mente. Le registrazioni live di questi nastri sono artigianali. É un disco monofonico con la doppia microfonatura. Per ridargli vita, Maurizio Biancani, della Fonoprint, una specie di mago dei suoni é riuscito a migliorare la voce di Dalla e degli strumenti che lo accompagnavano. Un grandissimo lavoro di rielaborazione delle tracce. Un disco importante perché da un immagine reale delle serate da balera, di quello che accadeva in quel periodo specifico. Un Lucio Dalla che non si perdeva mai d’animo racconta Bruno Cabassi, come quella volta che ad esempio perse la voce e dovendo suonare a Riccione, fischiò per tutta la sera le canzoni, senza mai pronunciare una parola, o quella volta che In un club gli garantirono il pianoforte, ma quando arrivarono era fuori uso, distrutto. Riuscì a fare ugualmente l’esibizione mettendo dischi a caso nel juke box cantandogli sopra. La serata andò talmente bene che il gestore del locale la volle riproporre. A Garlasco, mentre stava cantando, proprio nel momento dell’acuto una ragazza del pubblico gli lancio una manciata di coriandoli che gli entrarono in bocca e comincio a discutere per tutta la sera con questa spettatrice dispettosa. Spesso ci capitava, continua a ricordare, Bruno, di trovarsi in studio di registrazione senza sapere cosa dovessimo fare. Era quasi tutto improvvisato. Marino Bartoletti, alla presentazione ha raccontato, invece, come ha conosciuto Dalla di cui poi é diventato amico. A quel tempo, il giornalista faceva un giornale sportivo che si chiamava Pressing. Chiamò così un avvocato, amico comune, al quale chiese di metterlo in contatto con Dalla, per potergli chiedere se gli andava di scrivere un pezzo sul basket, sua grande passione. Non solo accetto, ma da li a poco fece un concerto a Bertinoro per sostenere l’attività del giovane Bartoletti che non se la passava economicamente troppo bene. Da quel giorno l’amicizia non si è più interrotta. Marino Bartoletti ha voluto elencare tre motivazioni importanti che riguardano la pubblicazione di questo materiale.
La prima é che non ci si rende conto del reperimento che hanno fatto i suoi ex compagni di viaggio. Un vero tesoro donato. Un modo per ritrovare Lucio.
La seconda è che se si potesse definirlo, usando un aggettivo, sarebbe: stupefacente. Questo per tutti coloro che sono Drogati del talento di Dalla
Terza é che qui si ritrovano tutte le sue capacità . Il Lucio che non era ancora Lucio ma che in realtà era già Lucio. Una bella operazione per chi ama la musica e per chi desidera scoprire le atmosfere vere di un periodo italiano, dove solo i vero talenti sarebbero esplosi diventando dei grandi della musica.

Giacomo Borghi